«Il Cinema non è mai stato così vero. La Moda non è mai stata così vicina». È così che commenta Adriano Franchi, Direttore Generale di Altaroma, alla chiusura del calendario della Roma Fashion Week, che si è appena conclusa negli studi di Cinecittà. Un’edizione completamente digitale, trasmessa in live streaming e compressa in tre giorni, che ha registrato per la prima volta l’assenza totale del pubblico in presenza, ma un’affluenza online superiore all’edizione settembrina, che aveva lanciato il primo esperimento in digitale.

Realizzata grazie al supporto dei soci (Camera di Commercio di Roma, Regione Lazio, Risorse per Roma, Città metropolitana di Roma Capitale), al sostegno determinante di ICE Agenzia, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la manifestazione è ormai considerata l’avamposto della moda indipendente e dei talenti emergenti del Made in Italy. Un traguardo raggiunto dopo un lungo processo di riposizionamento che negli anni ha visto Altaroma affermarsi come l’istituzione italiana della moda dedicata a studenti, designer emergenti e giovani talenti, offrendo loro una rete di opportunità e visibilità in stretta connessione con le principali manifestazioni italiane e internazionali.

Alcuni numeri di questa manifestazione: 97 i brand/designer partecipanti alle iniziative in calendario,
156 tra buyer, showroom e concept-store accreditati sulla piattaforma digitale, di cui 98 stranieri, 190 giornalisti accreditati tra estero e Italia; 30 eventi in piattaforma; 20 gli studenti dei final work; 18 eventi in live streaming; 14 sfilate. Oltre 50.000 utenti che hanno seguito online la manifestazione. 

L’impegno con il territorio, con gli artigiani e la manifattura tradizionale si concretizza con Showcase, uno dei progetti che attrae maggiormente l’interesse degli addetti ai lavori, che giunge alla settima edizione e diventa un punto di riferimento della manifestazione, con 77 designer, impegnati in una vetrina virtuale aperta sul mondo, e che conta su oltre il 60% di marchi sostenibili.

«Siamo molto soddisfatti di questa edizione digitale - continua il Direttore Generale - per due motivi in particolare: per essere riusciti a dare continuità a gran parte del tradizionale impianto progettuale, e per la crescita notevole delle presenze in piattaforma, soprattutto di buyer stranieri grazie al grande lavoro fatto con ICE Agenzia. L’emergenza sanitaria ha contribuito a velocizzare alcuni processi, tra cui l’attenzione e la consapevolezza verso un’etica e una sostenibilità della moda, cui per definizione i giovani hanno da sempre avuto un’attenzione particolare, che oggi arriva a rappresentare una gran parte dei brand partecipanti».

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