“Velocità, Novità, e Coraggio della creazione”: queste le tre parole chiave con cui l’Accademia Koefia ha stimolato i propri studenti per la realizzazione della nuova Collezione di d’Alta Moda/ febbraio 2021; condizioni essenziali per poter dare vita a una collezione che nasce nel periodo più problematico che l’umanità del nuovo millennio sta attraversando.

L’incertezza, l’emergenza sanitaria, il lavoro e la paura per l’ignoto rischiano di farci perdere di vista il nostro lavoro, la formazione degli stilisti e lo sviluppo dei mestieri che ancora oggi determinano il successo del Made in Italy.

«Basterà centuplicare le virtù dinamiche della moda, spezzando tutti i freni che le impediscono di correre, trasvolando sulle vertigini dentate dell’Assurdo»: questo fu l’incipit di Vincenzo Fani Ciotti, in arte “Volt” che rese esplicito l’interesse del gruppo futurista nei confronti del Sistema Moda.

Proposte che intendevano: «genialità» in cui si ribadisce il ruolo artistico del creatore di Moda, «l’ardire» in cui si esorta all’audacia nel creare e nel vestire, elogiando la trasformazione del capo di abbigliamento, ed «economia» in cui promuove la sperimentazione nell’utilizzo di materiali alternativi ai tessuti costosi e consueti, elogiando materie insolite, rivoluzionarie e innovative.

Sono questi i punti di riferimento su cui, ciascuno dei 40 stilisti del terzo anno dell’Accademia Koefia, riflette per progettare il proprio look prendendo spunto dalla lezione futurista da un punto di vista concettuale e formale.

La collezione è “asimmetria” e “zig-zag” come le linee compositive e la struttura dei capi di abbigliamento e delle silhouettes. Le palette dei colori e i loro accostamenti vibrano a tal punto da diventare nel loro estremo, colori acidi e talvolta disturbanti.

“Asimmetrie del Tempo” è la propulsione, l’enfasi del dinamismo esasperato, lo sforzo fisico, lo scatto, il vettore-forza, che si materializza in capi sportivi e active-wear dai tessuti tecnici e plastici.

La collezione di 40 outfit è senza stagione e si ispira, dai cartelloni pubblicitari di Depero, alle illusioni-suggestioni del cinema futurista, all’effetto optycal delle cronofotografie, al contrasto pagina bianca/lettering nero dei calligrammi di Apollinaire e alle parole in libertà di Marinetti.

E ancora, quasi in opposizione al colorismo sfrenato e variegato, le “Asimmetrie del Tempo” sono anche le grafiche a due colori, il binomio bianco/nero che talvolta mette in risalto la costruzione del capo annullandone ogni tentativo di virtuosismo per diventare protagonista.

Una parte della collezione interviene, gioca, sul rapporto tra Futurismo e Passatismo, tra Innovazione e Tradizione, ricongiungendo insieme questi due estremi in un “probabile” dialogo, in un’incontro-scontro che li include.

I tessuti e i materiali sono stati scelti specificatamente nel rispetto delle tradizioni dei Paesi da cui provengono gli studenti: dal Cile, le lavorazioni delle lane e delle tecniche a intreccio e dei materiali aggiuntivi come lo spago e le piume; da Los Angeles, l’occhio guarda attento alla fotografia di Andy Wharol che include la ricerca sulla lycra lavorata come un micro mosaico.

Capi creati nella vestibilità di mise ispirate a Sonia Delaunay/Moda simultanea, in cui le asimmetrie e le composizioni sono realizzate con lane infeltrite, ricami e plastiche gommose, nelle giacche in mikado e nelle raffinate lane pettinate che guardano alla sartoria maschile e nel tema di Escher, tuta palazzo in cady disegnata con gechi stilizzati e stampati a pied-de-poule.

Ma forte anche la tradizione italiana in cui gli stilisti italiani hanno guardato allo stile sartoriale degli anni '20 e '30 e alle tradizioni storiche come nella grafica del Palio di Siena con lunghe canotte trasparenti in organza ricamate come i segni delle contrade senesi.

Una collezione variegata che rappresenta il periodo storico che stiamo attraversando. Tutti i capi e gli accessori in passerella sono realizzati a mano dagli stessi studenti secondo le tradizioni dell’Alta Moda, senza il supporto di laboratorio esterni.

Ci si chiede se, anche dopo un secolo, le novità concettuali della prima Avanguardia italiana, siano ancora attuali. Dopo il periodo di stasi, in cui tutto il mondo sembra essersi fermato per un “istante” a chiedere a sé stesso “What’s next?” e soprattutto “How?”, la fiducia, il coraggio e soprattutto la forza artistica e progettuale, consapevole e rispettosa per ripartire, forse sono alcune delle ipotetiche soluzioni.

La regia è stata curata da Filena Ripà, il Sound Design da Carlo Derossi, l'Hair Styling dal team Spettinati, il Make Up dall'Accademia di Trucco Professionale

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