Sarà presentato l'11 settembre nella sezione Open dell'83ª Mostra di Venezia, "Nino - Un film su Nino Rota" che ripercorre la vita e la straordinaria carriera del compositore che ha dato voce e anima ai capolavori di Fellini, Visconti e Coppola.

C’è stato un tempo in cui la musica da film era considerata un’arte minore o un compromesso con il passato, lontano dalle audaci provocazioni delle avanguardie del Novecento. Eppure, senza le note di Nino Rota, la storia del cinema moderno semplicemente non sarebbe la stessa. A restituire la giusta dimensione e il dovuto tributo a una delle figure più influenti della cultura italiana è il nuovo documentario diretto da Walter Fasano.

Un'opera ambiziosa e profonda, narrata da una voce d'eccezione come quella del cantautore e musicista britannico Sting, che accompagna lo spettatore attraverso un ritratto intimista e libero del primo compositore italiano a conquistare il Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora.

Il documentario di Fasano si distacca dai binari della classica biografia per avventurarsi in un racconto visivo ed emotivo. Fotografie storiche e preziosi materiali d’archivio dialogano con testimonianze di altissimo profilo del panorama cinematografico e musicale contemporaneo: dal regista sudcoreano Park Chan-Wook al compositore Premio Oscar Alexandre Desplat, fino a Caterina D’Amico, custode dei ricordi dell'indissolubile amicizia tra Rota e la madre Suso Cecchi d’Amico, tra le più grandi sceneggiatrici del nostro cinema.

Fiore all'occhiello dell'opera è l'evento musicale diretto da Vince Mendoza, il celebre arrangiatore e direttore d'orchestra, vincitore di sette Grammy Awards, guida un maestoso concerto registrato nell’Auditorium dedicato a Rota all’interno del Conservatorio di Bari, istituzione che il maestro milanese di nascita, ma pugliese d'adozione, diresse con dedizione per quasi trent’anni.

Bambino prodigio nato a Milano all’inizio del secolo scorso, Rota approda alla settima arte già negli Anni Trenta, dando forma a un catalogo monumentale di oltre centocinquanta colonne sonore. Impossibile scindere le sue melodie dai capolavori di Luchino Visconti (Il Gattopardo, Rocco e i suoi fratelli), Franco Zeffirelli (Romeo e Giulietta) e, soprattutto, dal sodalizio simbiotico con Federico Fellini, per il quale ha firmato le musiche di capolavori immortali come "La Strada", "La Dolce Vita", "8½" e "Amarcord". Una consacrazione globale coronata dall'Academy Award per le musiche de "Il Padrino - Parte II" di Francis Ford Coppola.

Eppure, a fronte del successo planetario e dell'amore del pubblico, in vita Rota dovette fare i conti con l'ostilità di una certa critica musicale, diffidente verso il suo rispetto per la tradizione classica. "La musica di Nino Rota è talmente straordinaria che farne un film è un gesto semplice, è sufficiente fare spazio alla musica", spiega il regista Walter Fasano. "Ricostruirne la vita vuol dire raccontare un uomo immerso nella musica e devoto ad essa, cordiale ma riservato, un uomo a tratti inafferrabile nella sua essenza, di grande profondità, che tramite la musica ha cercato di esprimere la bellezza della vita".

Con questo ritratto visivo e sonoro, "Nino - Un film su Nino Rota" restituisce finalmente al maestro il posto di primissimo piano che gli spetta di diritto tra i più grandi compositori del XX secolo, mostrando come le sue note abbiano plasmato in modo indelebile l'immaginario collettivo.

Gisella Peana 
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