Chiara Franzin, giovane autrice Vicentina laureata in Relazioni Internazionali, dedica il suo saggio narrativo alla filosofia terroristica, tracciandone una mappa geo-antropologica, storica e culturale approfondita e ampia, prendendo in considerazione un fenomeno sempre drammaticamente attuale, sviscerando le origini, i mutamenti, la capacità di diffusione e operatività.

Ci troviamo di fronte a una vera e propria “genealogia del fenomeno”, legata a matrici culturali, religiose, filosofiche, politiche e economiche che affondano le loro radici in contesti caratterizzati da “irrisolti cronici”.

La lettura è gradevole, agevolata da uno stile fluido e diretto, in cui la complessità del fenomeno e degli scenari si amalgama al punto di vista dell’autrice, espresso indirettamente ma in maniera vivida ed efficace attraverso la struttura narrativa elaborata, e dalla insolita originale rete di contenuti che si intrecciano, chiarendo i tanti punti ancora oscuri di questo fenomeno che attraversa drammaticamente la nostra storia.

L’opera è ricca di spunti, riferimenti, ricostruzioni storico/sociali, corredata da una bibliografia ampia e variegata, e utilizza un linguaggio al tempo stesso specialistico, ma chiaro e fruibile.

La mappa concettuale che l’autrice ha strutturato e sviluppato per definire origine, storia, evoluzione e trasformazione del terrorismo e delle sue strategie di comunicazione/azione appare esaustiva e innovativa, in quanto offre ai lettori nuovi importanti strumenti di comprensione e contestualizzazione del fenomeno, superando anche stereotipi, pregiudizi e cliché.

L’abilità narrativa dell’autrice ha consentito di creare un percorso in cui i lettori possano orientarsi agevolmente: dalle origini del fenomeno alla sua trasformazione etimologico/filosofica, dalla diffusione del messaggio originario e della sua prassi alla manipolazione politica e culturale, dalle prime forme di propaganda al modernissimo utilizzo dei media e della rete social…


La narrazione è arricchita da immagini e cartine, tavole illustrate e materiali fotografici.

La motivazione posta alla base di questa operazione editoriale è il messaggio fondamentale che qualunque “libro inchiesta” dovrebbe promuovere e diffondere: conoscere e capire per non aver paura.

 

Chiara Franzin

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