Si è conclusa l'8 giugno scorso, davanti al Carcere romano di Rebibbia, la conferenza stampa del Partito Radicale di presentazione della "Carovana per la Giustizia", prima della partenza verso la Calabria, dove ha fatto tappa a Reggio Calabria, e rimarrà fino al 17 giugno. Un viaggio per proseguire la strada di Marco Pannella e la sua tanto agognata riforma della giustizia.

Nell’ambito dell’iniziativa saranno organizzate conferenze stampa e visite nei carceri calabresi.

Gli obiettivi della Carovana, con a capo gli esponenti del Partito Radicale, Sergio D’Elia e Rita Bernardini, sono quattro: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere. Oggi sono state superate le 35000 firme delle 50000 necessarie per poter far discutere al Parlamento la proposta di legge volta a separare la carriera dei giudici e dei pubblici ministeri; il raggiungimento di 3000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella che riguardano l'amnistia e l'indulto come riforme obbligate per l’immediato rientro dello Stato nella legalità costituzionale italiana ed europea, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo.

Durante la conferenza stampa hanno dichiarato: Sergio D’Elia: “Oggi inizia questo viaggio che in realtà è il proseguimento della strada che Marco Pannella ha intrapreso da decenni per una riforma strutturale della Giustizia. Noi del Partito Radicale stiamo percorrendo l’ennesima tappa insieme a tutti quelli che dentro e fuori le carceri credono che non si possa più aspettare per risanare la Giustizia in tutte le sue declinazioni. Dalla lentezza dei processi all’abuso della custodia cautelare, passando per la tortura di Stato del 41bis e dell’ergastolo ostativo. Non a caso abbiamo scelto il carcere di Rebibbia come punto di partenza. Ci muoveremo avendo virtualmente accanto tutte le migliaia di detenuti che pretendono, in nome della Costituzione italiana, il rispetto della loro dignità umana e la possibilità di riabilitarsi prima di tornare nella società civile”. Rita Bernardini, giunta al tredicesimo giorno di sciopero della fame: “Marco Pannella concepiva il provvedimento di amnistia come necessario, strutturale, per una radicale riforma della giustizia, una giustizia inefficiente e lenta. La parola “amnistia” è spesso vietata e condannata, ma va riabilitata, perché è prima di tutto presente nella nostra Costituzione. Tuttavia è un obiettivo difficile da raggiungere considerate le priorità dell’attuale classe politica dirigente. Ma quello che si può fare subito è stralciare dalla parte del Ddl sul processo penale la parte che riguarda l’ordinamento penitenziario”. Francesco Petrelli, Segretario dell’Unione delle Camere Penali Italiane: “Visto che si parte per una carovana possiamo veramente dire che saremo compagni di viaggio. In viaggio per una giustizia migliore e per un carcere più giusto, rispettosi dei diritti e dei principi della Costituzione. Per l’amnistia come unico strumento capace di rimediare con urgenza alla condizione di sostanziale illegalità nella quale vivono migliaia di detenuti. Continueremo assieme a raccogliere le firme per la separazione delle carriere, una campagna promossa dall’UCPI per avere finalmente un giudice terzo come lo vuole la nostra Costituzione, indispensabile al fine di realizzare un processo equo, moderno ed efficiente che possa restituire ai cittadini fiducia nella Giustizia”. Giuseppe Belcastro, Coordinatore comitato organizzatore per la separazione delle carriere: “L’andamento della campagna di raccolta firme conferma due dati importanti. Il primo è che l’avvocatura italiana ha percepito perfettamente la rilevanza di quella che da tempo viene definita “madre di tutte le battaglie” ed ha risposto con un entusiasmo inaspettato. Il secondo è che il numero di firme raccolte (oltre 35.000 in poco più di 30 giorni) indica che l’iniziativa ha intercettato un bisogno largamente avvertito dai cittadini. La separazione delle carriere trova, dunque, piena cittadinanza tra i temi della Carovana per la giustizia. Non è una battaglia contro la magistratura, ma, al contrario, una battaglia per garantire la vera autonomia della funzione giurisdizionale e dei giudici che la esercitano”.

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