L’artista definita da Sergio Zavoli, “Una rabdomante, per il suo sinergico rapporto con la natura e gli animali, le sue lune, cosi materiche e vive, i suoi lampi, le sue ferite su tela - scrive qualche anno fa, suoi quotidiani nazionali - rappresentano il suo laconico dialogo col cosmo” anche oggi, Valentina Mori non smette di incantare e incuriosire con le sue opere come una vera Circe del terzo millennio.

Valentina Mori artista poliedrica, dallo sguardo ammaliante, che da anni produce interessanti opere materiche dedicate alla luna, alla terra e alla natura in senso trasversale, torna nella capitale con una mostra personale dal forte contenuto emotivo “La desublimazione della luna” io e Perseide, curata dall'art promoter Luigi Rosa, dal 16 al 26 ottobre alla Galleria Arte in Regola, in via dei Cappellari, 92 a pochi passi da Campo de’ Fiori, nel cuore della capitale.

In mostra dal 16 ottobre, le Lune che da sempre hanno segnato il percorso creativo dell’artista, le Crepe che rappresentano le ferite profonde quelle che lasciano il segno, e i Quadri Bianchi spazi dell’anima con al centro delle croste del cuore, un percorso visivo di forte impatto solo per veri conoscitori dell’animo umano e del disequilibrio che la vita quotidiana infonde a uomini e donne, sempre più lontani dai ritmi e dai richiami della natura.

Perché un titolo cosi “la desublimazione della Luna”? "Mi ha sempre affascinato la chimica, le sostanze liquide, solide, la materia. In chimica sublimare/sublimazione significa far passare una sostanza direttamente dallo stato solido a quello aeriforme. Per tentare di rendere pezzi di luna tangibili e materici ho scelto esattamente il contrario del sublimare; provando il passaggio inverso cioè il passaggio di stato tra la fase gassosa e quella solida materica, così come penso sia nata la luna (da uno stato gassoso). Ecco il termine desublimazione o sublimazione inversa”.

La luna e Perseide, ci può spiegare il significato? "Perseide la dea a cui è stata associata la luna nuova è un personaggio della mitologia greca, una ninfa oceanina. Potenza divina dei boschi, dei monti e dei mari quindi tutto ciò che è natura ovvero tutto ciò che io amo. Le Perseide sono uno sciame meteorico che la terra si trova ad attraversare durante il periodo estivo nel percorrere la sua orbita intorno al sole. Ricordo che da piccola, ad agosto, mio padre mi portava sempre ad ammirare queste scie luminose, questa pioggia meteorica. E’lui che mi ha trasmesso questo amore per la natura e per il cosmo. In qualche maniera sono sempre stata collegata alla luna fin dalla nascita; mio padre mi diede il nome Valentina ispirandosi alla Valentina Tereskova, la prima donna nello spazio che insegnò a volore alto a tutte le donne del mondo".

Una vita sempre in viaggio la sua, hostess di volo e artista, come concilia questo doppio percorso professionale? “Muore lentamente chi non viaggia. Penso che il mio lavoro che ancora amo profondamente mi permetta di aprire la mente e visitare luoghi e musei di tutto il mondo, arricchendo costantemente la mia anima".

Un percorso artistico, segnato da un incontro speciale a soli 18 anni, che ricorda di quel periodo? Si, è stato un incontro veramente speciale che ha segnato in maniera indelebile il mio percorso artistico. Ho vissuto a soli 18 anni in uno studio di pittura con il mio professore, maestro di vita e mio primo amore. Ricordo le giornate passate per musei o a dipingere nella campagna romana en plein air. Maestro di grande sensibilità e carisma che lo portava a circondarsi da scrittori, artisti e filosofi".

In che modo il suo passato ha segnato la sua attività creativa? "Oltre a questa esperienza sono forti i ricordi di mio padre che aveva la mia stessa passione, ricordo il suo studio di pittura e l’odore di olio in giovane età. Già da piccola dipingevo con lui nel suo studio".

Quadri e creazioni materiche, che cosa usa per le sue tele? "Dipingo su tela e su legno e utilizzo per le mie creazioni materiche tutto ciò che mi dona il mare, sabbia conchiglie, pomice tritata, legni lavorati e levigati dal mare".

Un momento difficile per il mondo intero alle prese con la pandemia, perché ha deciso di fare una mostra proprio in questo momento? "In questo momento così difficile tento di mandare un messaggio di resilienza e ottimismo, nonostante le grandi difficoltà dovute alla preoccupazione e all’incertezza del momento. Quindi uno stimolo ad andare avanti con forza e tenacia".

Che messaggio vuole lasciare con i suoi quadri e con questa mostra? "Un messaggio di ritorno alla natura, con opere strettamente legate ad essa; una risposta a quello che secondo me la natura ci sta chiedendo".

 

 

 

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